Dal De Mauro, il dizionario della lingua italiana

3a modello ricorrente e convenzionale di comportamento, discorso.

3b psic., opinione precostituita, non acquisita sulla base di un’esperienza diretta e scarsamente suscettibile di modifica.

3c ling., successione fissa di parole che assume un significato globale e autonomo | singola parola o locuzione usata secondo preconcetti diffusi in una società (ad es. in Italia tedesco per “rigido”, in Francia ital, cioè italien, per “imbroglione”, e sim.)

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Da Wikipedia, l’Enciclopedia libera

Nell’uso moderno il termine stereotipo indica una visione semplificata di un gruppo riconoscibile di persone che condividono certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto di gruppo, ed è mantenuto da un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi.

Talvolta uno stereotipo è una caricatura negativa (o un inversione) di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole.

In arte e letteratura, gli stereotipi sono rappresentati da situazioni o personaggi prevedibili.

Ad esempio, lo stereotipo del diavolo è quello di un personaggio rosso, con corna e forcone.

Gli stereotipi cambiano ed evolvono nel tempo, così potrebbe essere difficile riconoscere oggi alcuni degli stereotipi relativi alla società di qualche decennio fa.



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